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Riabilitazione e
Protesi Immediate
Riabilitazione orale completa in 24 ore e
riabilitazione dell’area estetica (area del
sorriso) in 12 ore mediante metodica CAD CAM
‘chair side’

Le tecniche attuali consentono la sostituzione
in una sola seduta di protesi rimovibili o totali (dentiere) con
protesi fisse (ponti o arcate) nel più assoluto rispetto dei parametri
individuali estetici e funzionali.Ciò in regime di anestesia locale
(senza ricovero) e senza disagi. |
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Arcata superiore fissa ancorata a un insufficiente numero di
pilastri. La paziente lamentava continue decementazioni (perdita di
ancoraggio) della arcata superiore; desiderava non rimanere in alcun modo
senza protesi fissa e rifiutava qualunque soluzione anche temporanea con
protesi mobile (dentiere anche parziali o
simili)
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Il piano di cura che fu attuato previde: - la
reintegrazione di un numero di pilastri 'protesici fissi', sufficienti a
una adeguata funzione estetica e masticatoria con il rischio di
scementazione in tutta le condizioni funzionali. Si decise di procedere
in due fasi: - 1a) fase: applicazione di impianti per osteointegrazione
caricando solo quelli in sedi 'strategiche' in modo da ottenere una
sufficiente ritenzione e stabilità di una protesi provvisoria fino al
termine del periodo suggerito per l'osteointegrazione degli impianti
applicati e non caricati ( a carico differito) (chirurgia e protesi immediata R.
Ciancaglini)
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2a)
fase: utilizzo di tutti i pilastri implantari sia di quelli caricati
immediatamente che di lasciati ' a 'riposo' per sei mesi. Come si nota
dall'ortopantomografia (radiografia panoramica) e dalle endorali, nessuna
differenza è riscontrabile in termini di qualità e quantità ossea
radiologicamente visibile nell'osso perimplantare tra gli impianti
caricati immediatamente e quelli caricati successivamente. (chirurgia R.
Ciancaglini, protesi definitiva E. Gherlone) |
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II° Caso: Dimostrazione della validità del principio e
della tecnica del carico immediato in protesi fissa. |
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Caso
di frattura del pilastro posteriore (distale) di un ponte di eccessiva
lunghezza(travata da 43 a 48 numero cinque elementi su due soli pilastri
terminali), sostitutivo di tutti i molari e dei premolari. Il ponte fu
applicato a seguito di insistente richiesta del paziente numerosi anni
prima della frattura (circa 10) per evitare il ricorso a protesi
rimovibili (analoga situazione a livello del settore di
sinistra).
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Si procede a rimozione del dente fratturato(48) e nella
stessa seduta a - applicazione di impianto provvisorio/interlocutorio
nella sede del dente estratto che venne caricato immediatamente
modificando e adattando occlusalmente e nel profilo emergente dalla
gengiva lo stesso ponte del paziente in ceramica cotta su oro (ribasamento
e coronoplastica estemporanei). Gli impianti applicati nella stessa
seduta in sede molare e premolare non vengono caricati per consentire la
loro guarigione con osteointegrazione secondo i protocolli convenzionali
ritenuti più affidabili. |
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Dopo sei mesi il lavoro viene completato con protesi in oro resina
non essendo la sede rilevante sotto un profilo estetico (zona non visibile
nell'area del sorriso) ed essendo il restauro in oro più affidabile per
adattabilità e plasticità ai carichi occluso masticatori in un paziente
con notevole attività occlusale (bruxismo). (chirurgia e protesi R.
Ciancaglini)
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Il
controllo radiologico mediante TAC/dental scan e postprocessazione con
densitometria, dimostra inequivocabilmente che la densità ossea
(osteointegrazione) intorno agli impianti caricati immediatamente è
analoga a quella intorno agli impianti caricati successivamente (in
accordo con i protocolli tradizionali che prevedono quattro- sei mesi di
attesa).

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Conclusione: gli impianti idonei alla osteointegrazione
(viti/'fixtures' in titanio con adeguata 'stabilità primaria')possono
essere caricati da una protesi fissa immediatamente con possibilità di
guarigione (osteointegrazione) analoga a quelli caricati successivamente
ai 2- 6 mesi purchè la strategia (modello) del carico occluso masticatorio
sia conveniente ai parametri gnatologici specifici del caso (protocolli
suggeriti dal Prof. Ciancaglini dal Testo: Riabilitazione Orale, Edizioni
Masson, 1999). |